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DA NON PERDERE |
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Mappa degli Itinerari
In allestimento
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Sorprese di mare e di terra
Il nord della Sardegna offre innumerevoli attrattive turistiche di tipo artistico, storico, naturalistico, archeologico, religioso, culturale, paesaggistico...
Ciò è dovuto principalmente alla storia millenaria di questi luoghi ed allo sviluppo di numerose civilità che si sono alternate nei secoli.
Inoltre, la bellezza dei paesaggi regala inaspettate emozioni a chi è in grado di fermarsi per contemplere lo splendore del creato. La vacanza si trasforma così in un momento di scoperta, dove le sorprese sono all'ordine del giorno.
In questa sezione la descrizione delle principali mete da non perdere.
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| Storia e natura |
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Archeologia
Famosa è la roccia dell'elefante di Castelsardo - strada per Sedini che è il risultato della modellazione ad opera degli agenti atmosferici di un grosso frammento di roccia di origine vulcanica. Tale roccia è la risultante del distacco di un blocco dal versante della montagna soprastante. Il colore rossiccio è un'alterazione del colore nero che la roccia aveva in origine. La zona ospita alcune "domus de janas" dette anche case delle fate. La più importante è situata a Sedini all'interno della quale è stato allestito un museo. Questi cunicoli aperti nella roccia fungevano da rifugio per l'uomo preistorico (vissuto circa 100.000 anni fa). Sono stati infatti ritrovati molti reperti di utensili manuali e resti ossei.
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Musei
L'antica storia che caratterizza questi luoghi ha lasciato in eridità una vasta collezione di testimonianze oggi raccolte nel Museo Archeologico e Paleobotanico di Perfugas (reperti antichissimi), nel Museo Archeologico di Viddalba (ritrovamenti di epoca romana), nel Museo dell'Intreccio Mediterraneo di Castelsardo (visita del castello medievale e tecniche di lavorazione ad intreccio di fibre vegetali). A questi tre musei si affiancano le collezioni d'arte sacra di Martis e Nulvi e l'esposizione di strumenti da lavoro della società contadina nella domus de janas di Sedini, di per sé un bene archeologico di rilievo.
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Natura
Circa 23 milioni di anni fa, le colline vulcaniche della zona nord-orientale, dove oggi si trovano Bulzi, Perfugas, Laerru, Martis, furono ricoperti da un immenso lago. La foresta di conifere che si stendeva nella valle fu sommersa dalle acque. Sommerse dalle acque, le piante subirono un processo di fossilizzazione fino a trasformarsi in agata e calcedonio o in grossi cristalli di quarzo. In alcuni casi si è verificata la totale trasformazione del vegetale in minerale.
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Torri e castelli
Di chiara impronta genovese torri e castelli sono posti in cima alle colline o su splendidi promontori con valenza prettamente strategico-militare. Il segno dei Doria è ben visibile nella fortificazione di Castelsardo, tra le più belle e meglio conservate della Sardegna, ma si rinviene anche nei ruderi del castello di Chiaramonti seppur ampiamente modificato dagli aragonesi. Mentre le torri di avvistamento, come quella di Frigiano e quella dei Doria (comune di S.M. Coghinas), servivano esclusivamente a scopo difensivo, i castelli assunsero col tempo una funzione residenziale sempre più accentuata.
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| Parco dell'Asinara |
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Il parco
Il parco dell'Asinara è Parco Nazionale dal 1997. Situata nella parte nord occidentale della Sardegna ha un'estensione di circa cinquemila ettari nella parte terrestre e oltre diecimila ettari per la parte marina. Ricade interamente nel territori del Comune di Porto Torres. Il paesaggio si presenta estremamente diversificato con alte falesie scistose nella costa occidentale ed ampie insenature e piccole spiagge, tipiche della morfologia granitica a "rias", nella costa orientale. Per la sua posizione geografica, la varietà litologica e morfologica, presenta un grande interesse da un punto di vista biogeografico. La flora ha caratteristiche generalmente mediterranee; le specie endemiche che maggiormente la caratterizzano sono 29 e rappresentano circa il 5% della flora locale. Da un punto di vista faunistico l'Asinara è estremamente importante per la fauna stanziale e quella migratoria, infatti nell'isola si riproducono circa 80 specie selvatiche di vertebrati terrestri e tra queste molte rivestono grande rilevanza scientifica. L'ambiente marino si presenta estremamente ricco da un punto di vista biologico e fortemente diversificato nei due versanti più importanti. Per riguarda l'ittiofauna e la cetofauna, l'area dell'isola è tra le più importanti del Mediterraneo, con la presenza di popolazioni di cernie brune, corvine, sgombri, stenelle e tursiopi.
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Le immersioni
L'immersione subacquea è l'attività che più di ogni altra riesce a far apprezzare l'integrità di popolamenti e dei paesaggi sommersi dell'area marina protetta dell'Isola asinara e riesce a far vivere un contatto diretto con il mare e le sue specie più caratteristiche. Per offrire a tutti subacquei la possibilità di scegliere tra immersioni di diverso grado di difficoltà, per rendere più sicura l'immersione e per ricevere tutte le informazioni corrette sulle specie, sui popolamenti e sui regolamenti del parco, è necessario utilizzare il servizio offerto dai centri di immersione autorizzati del Parco.
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I punti di immersione
I siti vengono proposti e condivisi attraverso un'azione sinergica tra il Parco e gli operatori stessi. Tutte le immersioni sono caratterizzate dalla presenza di una ricca ittiofauna: sono frequenti anche a bassa profondità e con notevoli dimensioni specie altrove ormai rare, come cernie brune, corvine, dentici e orate; all'Asinara non è necessario alimentare gli animali per poterli avvicinare anzi questo e rigorosamente vietato dal regolamento del Parco, per non modificare abitudini comportamentali dei pesci.
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Sentieri subacquei consigliati
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